mercoledì 23 ottobre 2013

Libri, eros e dominazione. Allie Walker e Emily Hunter a confronto (1/2)

Cosa sono la letteratura erotica e la dominazione? Come sono recepiti pubblico? Come vivono gli italiani il sesso nel 2013? Ne parliamo con Allie Walker ed Emily Hunter.

Da quanto hai iniziato a scrivere?


Emily Hunter

Scrivo per diletto da quando alle scuole superiori mi sono "innamorata" dei testi teatrali di Pirandello e Shakespeare, ma nell'ultimo anno e mezzo ho preso a farlo con più convinzione, cercando sempre di migliorarmi, forse anche per la curiosità di veder pubblicato il mio primo libro.
Quindi facendo due conti, calcolatrice alla mano, direi che scrivo… no no niente calcoli altrimenti mi sento "poco giovane"!

Allie Walker

Scrivo da sempre. Scrivevo su pezzi di carta trovati qua e là e mi sento tanto Iris di Biagio quando mi esprimo così. No, seriamente adesso: scrivevo su dei blocchi che avevo sempre in giro per casa, sensazioni ed emozioni del mio vivere, brevi frasi che mi riportavano alla realtà quando sognavo troppo. Poi, per caso, circa tre anni fa, girando su facebook ho conosciuto una persona, un uomo molto simpatico; in privato ci scrivevamo cose carine e ci venne in mente di creare una fan page. Avevamo un buon seguito. Ripresi dai miei blocchi alcuni brevi racconti e da lì iniziai a mettere al pubblico quelle che chiamo “le mie cose”.

Hai sentito di voler affrontare subito la sfera erotica nei tuoi lavori o questa è venuta fuori in un secondo momento?


Emily Hunter

Vago per vari generi, dalle fiabe all'umoristico passando anche per fantasy, ma il genere a me più affine è proprio quello erotico, che è affiorato da solo nel tempo.

Allie Walker

Nella fan page scrivevo di tutto abbinando delle foto ai pensieri, mi tenevo sul sobrio ma, curiosando nel web scoprii che molte fan page erano dedicate all’eros. Allora andai a ripescare nei fogli sparsi per casa alcune cose che tenevo riservate, quelle che credevo fossero troppo esplicite sessualmente e pian piano presi coraggio mostrandole al pubblico. Ripensandoci, non erano nulla in confronto a quello che sto pubblicando adesso. Ci è voluta una buona dose di coraggio e intraprendenza, ma sono qui a parlarne, per cui credo di aver fatto la scelta giusta.

Come reagisce il pubblico italiano alla letteratura erotica?


Emily Hunter

Credo che la maggior parte del pubblico, abbia un atteggiamento ipocrita.
Spesso mi sento dire in pubblico "uffa ma è la solita storia da 50 sfumature", e poi in privato mi dicono "però le scese di sesso sono poco esplicite".
Oppure ti giudica a priori senza nemmeno leggere quello che scrivi, perché è convinto che la letteratura erotica non abbia senso di esistere.

Allie Walker

Da quello che mi hanno riferito, i miei editori e alcuni colleghi, la letteratura erotica è quella che va per la maggiore tra gli autori esordienti come me e le donne, casalinghe per giunta, sono le persone che acquistano di più il genere erotico. Il pubblico però non si esprime, spesso tiene nascoste le proprie opinioni su un libro erotico appena letto, le recensioni ai racconti o ai romanzi sono pochissime, per lo più fatte da esperti del settore. Il sesso scritto sembra sia ancora una “vergogna”, nonostante i siti web pornografici prolifichino.

Perché molte scrittrici preferiscono l'uso di pseudonimi quando pubblicano opere di carattere erotico?

Emily Hunter

Nel mio caso per due motivi ben precisi: 
1° Voglio che il nome del mio personaggio, Emily Hunter, resti bene in mente alle persone, la puoi anche chiamare strategia di marketing. 
2° Per una forma di rispetto verso la mia famiglia, perché per la maggior parte delle persone è facile additarti subito come "una poco di buono" se affronti certi argomenti. Ti giudicano peggio se parli di sesso piuttosto che di omicidi. ;)

Allie Walker

Purtroppo, dobbiamo fare i conti con una buona parte di pubblico bigotto, falsi moralisti che giudicano la “scrittrice erotica” come se fosse una donna di facili costumi. La maggior parte di noi autrici ha una famiglia, non tutte vivono in una grande città dove non ci si conosce, per cui meglio evitare di essere additate o addirittura emarginate. Per quanto mi riguarda, ho scelto di scrivere con uno pseudonimo perché ho un nome e cognome banale e perché vivo in un paese molto piccolo, bigotto ovviamente e molto chiuso alla modernità e novità. Ho una vita pubblica e devo tener conto anche dei miei due figli, che solo da poco sono venuti a conoscenza di questa mia attività.
E poi, diciamola tutta la verità, un nome straniero è figo!

Credi che la letteratura erotica aiuti le lettrici a vivere più liberamente la propria sfera intima?


Emily Hunter

Forse è il contrario, se hai un rapporto libero con la tua sfera intima leggere la letteratura erotica ti viene spontaneo perché non hai remore a farlo. Ti compri il libro e lo leggi liberamente anche in pubblico fregandotene di eventuali giudizi delle persone. 
Per il resto dei lettori credo si pura curiosità, ma sono pienamente convinta che nessuno legga un libro erotico per apprendere "nuove nozioni" sempre che non sia la nuova edizione del Kamasutra.
Comunque posso dirti che la letteratura erotica, in tutte le su tonalità, è letta sia da donne sia da uomini.

Allie Walker

Non credo si debba parlare di liberazione vera e propria, ma piuttosto di una sorta di consapevolezza del proprio corpo e di quello che si può “sentire” in un amplesso. Le pulsioni lussuriose, gli impulsi primordiali, sono ancora giudicati un peccato dalla massa. Siamo un popolo cattolico e il sesso fine a se stesso non è contemplato. Sorrido.

Nella seconda parte dell'intervista, Allie ed Emily ci parleranno del loro modo di intendere la dominazione, di come sono cambiati i costumi sessuali negli ultimi decenni.


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