venerdì 27 settembre 2019

L'Eco delle Stelle: dove ci condurrà lo sguardo all'universo?

L’energia del futuro, le paure contemporanee e il mio prossimo libro nell'intervista del 12 settembre 2019.



Monica Casonato - Nel titolo “Eco delle stelle” la parola eco è molto suggestiva e può nascondere un destino. Oltre a significare un fenomeno acustico, la parola eco deriva dal greco ‘oikos’ e significa ‘casa’. Viene usata per comporre varie parole come ECOLOLOGIA (ambiente in cui si vive), ECOSISTEMA (sistema di un determinato ambiente). È solo un semplice caso o una straordinaria sincronicità con gli eventi della storia?
Nel nuovo libro i personaggi conoscono la loro origine proveniente dalle stelle. Vivono nel loro mondo come in una specie di colonia appartenente ad un’entità più vasta e di cui hanno perso le tracce molti anni prima, sentendosi separati dalla loro terra madre. Prive del collegamento con la propria galassia, un certo numero di città hanno iniziato a farsi la guerra l’una contro l’altra. Come si leggeva, purtroppo, alla fine della trilogia ne “Il Segreto della Sorgente”, gli esseri umani, privati di un dominio totalitario, in molti casi avrebbero potuto lasciarsi andare a guerre e combattimenti civili.  E così si è avverato. Nel libro, sono i personaggi a creare il proprio destino, non c’è un fato predeterminato che li spinga al ritorno alle stelle. Esiste solo un lungo e faticoso cammino che non sappiamo dove potrà sfociare. 

Monica Casonato - In alcuni titoli parli di soffi, di voci, di echi delle stelle. Oltre a suscitare un’immagine poetica, si riferiscono anche alle nuove scoperte scientifiche nel mondo dell’astrofisica? Questi titoli come si collegano con l’opera? Ci puoi anticipare qualcosa?
Ci troviamo in una società estremamente avanzata che, però, abbraccia tutto il fantastico: vi sono velature fantasy e fantascientifiche e accanto all’ intelligenza artificiale molto sviluppata vi è pure la magia. In questo caso, i soffi e le voci sono riferiti più a un sentire intimo. Ci sono dei momenti in cui i personaggi sentono un’energia intrecciarsi con un qualcosa che va oltre le loro barriere spazio-temporali, come se la loro aura si espandesse fino a toccare dei punti di luce molto lontani da loro. Parliamo di un qualcosa di intimo piuttosto che tecnologico.

Monica Casonato - Ieri sera al telegiornale hanno parlato dell’energia del futuro che sarà un’energia ricavata dalla fusione nucleare simile a quella che producono le stelle. L’energia delle centrali nucleari moderne è molto pericolosa, ha causato catastrofi e scorie radioattive. È davvero un tornare alle stelle da dove abbiamo avuto origine, secondo molti studiosi?
Della fusione nucleare se ne parla da decenni e ci sono delle ricerche sempre più avanzate che seguiamo con molto interesse. Riprodurre l’energia delle stelle non è semplicissimo, ma sarebbe auspicabile arrivare a delle forme di approvvigionamento energetico più pulito. Mi sembra importante citare, oltre alla fusione nucleare, che ora presenta dei limiti tecnologici molto complessi, altre fonti di energia pulita come il solare e l’eolico. Il problema sta nell’uso che facciamo di questa energia. Noi apparteniamo a quella specie che, trovandosi con un nuovo giocattolo tra le mani, lo può utilizzare per scopi poco nobili oppure per compiere un salto evolutivo. Se in futuro disponessimo in abbondanza delle fonti di energia alternative, la domanda sarebbe: le impiegheremmo per rovinare il nostro pianeta? La fusione nucleare consentirebbe sicuramente di avere meno anidride carbonica. Se poi tutta questa energia la utilizzeremo per distruggere le foreste, per abusare ancora di più del pianeta, questo diventerà un problema. È importante che il salto tecnologico e scientifico sia accompagnato da un salto evolutivo anche di coscienza. Altrimenti ci ritroviamo come dei bambini con la rivoltella carica in mano. 

Roberta Diamanti - Hai incontrato difficoltà durante la stesura di questo nuovo libro? Se sì, come sei riuscito ad andare avanti?
I libri pongono sempre delle grandi sfide, impossibile non viverle senza affrontare notevoli difficoltà. Ci sono stati, non lo nascondo, dei momenti in cui avrei preso e buttato tutto nel cestino, cancellando il file. Tuttavia, credendoci tanto tanto in questa opera, desidero e ci tengo molto portarla alla luce.  Anche se siamo più vicini alla meta, tuttora affronto, giorno dopo giorno, alcuni combattimenti. L'aiuto dei lettori e di un gruppo di lettrici, che hanno letto via via alcune parti, è stato un contributo interessante. Nonostante il lavoro dello scrittore sia uno spazio solitario, ritengo che il supporto energetico delle persone che gli stanno intorno sia fondamentale, naturalmente pure il supporto degli amici e della famiglia. Per me è un libro molto rivoluzionario anche dal punto di vista personale che mi ha visto introdurre dei cambiamenti nelle abitudini e nel modo di pensare.

Roberta Diamanti – Durante la scorsa intervista hai detto che nella tua nuova opera narrativa ci sono tematiche contemporanee come il terrore di avere società sempre più chiuse, che si ripiegano in se stesse e il problema ambientale. Secondo te, un libro ci può salvare da noi stessi e risvegliare le nostre coscienze?
In realtà scrivo proprio per questo, scrivo perché alla base di tutto ci sia sempre il pensiero e il sentire. Ritengo che il sentire, in qualsiasi forma d’arte venga espressa (cinema, letteratura, fotografia, pittura…) contribuisca tantissimo a risvegliare le coscienze. Ciò è importante soprattutto nelle società più chiuse e con quello che stiamo vivendo oggi in Europa è palese quanto il dibattito sia acceso. Proprio oggi ascoltavo una bella intervista ad Alessandro Baricco, il quale spiegava quanto gli europei siano tanto spaventati in questo periodo dal pericolo immigrazione e quanto ciò sia umano, sottolineando l’importanza di ripartire secondo un nuovo punto di vista. Attualmente viviamo un dibattito infervorato tra società chiuse e società aperte. Lo vediamo negli Stati Uniti dove son passati da un presidente come Obama ad uno come Trump e anche in Italia con il cambio di governo appena visto. Considero importante per l'artista, qualora lo senta, mettersi in gioco sui temi contemporanei. Ad esempio, l’aspetto ambientale è molto rilevante nelle mie opere e nei miei social (Facebook, Instagram, Twitter...). Ogni giorno creo dei post che abbiano un legame con l’elemento naturale. Fin da piccolo sento l'impegno per la protezione della natura, come fosse una delle cose più importanti della mia vita.

Roberta Diamanti – Secondo te è importante che lo scrittore provi empatia per i suoi personaggi? In quest’ultimo libro ti è mai capitato di immedesimarti in uno di loro?
Sono assolutamente congiunto ai miei personaggi, provo amore, odio, disgusto assieme a loro. Non riesco a scrivere separandomi dalle loro vicende e da chi sono. Ci sono personaggi di cui sono innamorato, personaggi da cui mi sono emotivamente distaccato dopo molto tempo, personaggi dei libri passati che ricordo con amore e commozione… Per qualcuno di loro provo una grande empatia. Ci sono personaggi che tornano, come è successo in quest’opera.

Monica Casonato - La volta scorsa ci hai parlato che uno dei titoli poteva essere “La freccia della vita” e che l’arco e le frecce potevano essere utilizzati per scoprire altre realtà parallele a quelle in cui si sta vivendo. Sono concetti della fisica quantistica molto affascinanti, ce ne parleresti ancora?
Lo strumento che utilizzano alcuni personaggi è molto semplice. La mia esigenza era quella di tornare a qualcosa di estremamente primitivo. L’arco e la freccia li utilizziamo da milioni di anni sebbene, nella storia del libro, ci troviamo in una società magica e ipertecnologica. Quando introduco nella storia questo vecchio arco di legno, esso è appoggiato ad una parete, Joel lo vede e lo prende quasi per caso. Non lo raggiunge dopo un rocambolesco percorso o avvicinandosi ad un altare. É un oggetto semplice che tutti noi potremmo costruire, creando la corda con fili d'erba o un ramo trovati in un bosco. Tutti noi potremmo utilizzarlo. Infatti, all’apparenza, Joel è un ragazzo semplice, tranquillo e all’inizio non emergono in lui particolari talenti. Attraverso quest’arco, però, riesce a fare qualcosa di incredibile e grandioso: bucare le bolle temporali passando da una dimensione all’altra, da una città viva ad una città in rovina; da un mondo distrutto dalle guerre ad altri mondi caratterizzati da molteplici aspetti diversi. L’arco rappresenta un percorso di scoperta di tutti i limiti di un essere umano, che non si riesce a superare nel proprio percorso evolutivo. Vuole essere uno strumento semplice che simboleggia, in un certo senso, un percorso che tutti noi possiamo fare. 

Roberta Diamanti – A quale pubblico è dedicato il nuovo libro?
Non è un libro dedicato solo ai cultori del fantasy puro o della fantascienza. Non è un libro cioè troppo elitario, ma rivolto ad un pubblico adulto. Com’è mia abitudine non ho nascosto nulla di quelle che sono le vicende umane; esistono la guerra e le battaglie, esistono delle scene horror e scene esplicite di erotismo perché fanno parte dell’essere umano, perciò non è mia intenzione celarle in quest’ opera. E c’è amore, tanto tanto amore. Le emozioni che ho provato scrivendo il libro? Direi tutte, dallo sconforto alla disperazione, dalla felicità al senso di cambiamento, dalla frustrazione al desiderio che tutto finisse e andasse avanti. IL LIBRO É UN UNIVERSO DI EMOZIONI. L’ EMOZIONE PIÙ BELLA È STATA QUELLA DELLA SCOPERTA E riuscire a trovare in me quello che non avrei mai immaginato.

Monica Casonato - Dal punto di vista storico e mitologico l’arco e le frecce hanno accompagnato l’uomo sin dall’antichità e sembrano essere strumenti per bucare il tempo e varcare una soglia molto misteriosa.  Quando hai scelto l’arciere, a chi ti sei ispirato tra gli eroi del passato?
Non mi sono ispirato ad un eroe in particolare. È una di quelle intuizioni uscite semplicemente così. Probabilmente nelle mie opere vi sono molti riferimenti alla letteratura epica antica. L’arciere è uscito da solo. A posteriori mi vengono in mente tanti arcieri della letteratura ma, quando è nato, era come se vibrasse attorno a me e io l’avessi canalizzato. 

Monica Casonato - Nella cultura orientale l’arco rappresenta non solo uno strumento di caccia, ma anche un esercizio spirituale. È così anche nella società arcieri in cui entra Joel?
In questo caso la parte spirituale è fondamentale: l’arco vibra, l’arco parla, ha dei poteri e tutte queste parti sono collegate fortemente al sentire della persona. L’arco è la manifestazione dell’anima del personaggio. Riesce ad agire, a fendere le realtà entrando in risonanza con l’anima di chi lo utilizza. 

Viviana Navarru - Nei personaggi dei tuoi libri ognuno ha un proprio ruolo, cosa ti ispira la parte che devono svolgere nel racconto? Il loro nome o la storia evolve pagina dopo pagina?
Non è che il nome influenzi la storia. Nei personaggi del mio libro sono i comportamenti, il loro sentire, il loro modo di reagire agli eventi, soprattutto. Nella trilogia abbiamo Lil che viene colpita da enormi sensi di colpa a causa delle grandi perdite subite. Grazie alla sua forza riesce a superarli. Spesso noi umani non li superiamo e ci appiattiamo ad una vita che avrebbe potuto essere diversa.

Monica Casonato – La freccia scagliata dalla mano dell’arciere non è solo strumento di morte, ma anche di libertà nella tua storia?
Ci sono delle parti nella storia in cui si definisce meglio qual è questa eco delle stelle, che cos’ è quest’ energia e da dove deriva. Ci sono dei punti in cui questi personaggi, quando hanno l’arco in mano, sentono un collegamento ben preciso: alcuni una voce, un bacio, un calore, un sentimento d'amore o una sorta d'ispirazione. Questo collegamento sembra quindi materializzarsi di fronte i loro occhi. È possibile che derivi dal particolare suono che fa la corda quando la tensione viene scaricata: la corda spinge la cocca in avanti e la freccia inizia a fendere l'aria. Ma in questo caso è il passaggio dal suono, all'anima del personaggio fino alle stelle. Senza questo passaggio spirituale non vi sarebbe nulla.

Agata Finocchiaro - Non vedo l’ora di leggere il libro che uscirà a breve! Qual è stata la scintilla che ti ha ispirato per questo nuovo racconto?
La speranza. La speranza che non sia troppo tardi, la speranza che possiamo davvero lasciare ai nostri figli un mondo nel quale potranno vivere in un clima non troppo caldo, dove le coste non saranno sommerse, dove non si soffocherà, dove non ci saranno problemi irrisolvibili dovuti alla desertificazione e alle guerre per l’acqua, eccetera. Io ci credo ancora! Questa mia opera sarà la più contemporanea che ho scritto. Da un certo punto di vista l’ispirazione mi viene dalla lotta che sta facendo una parte di popolazione affinché non si vada in una direzione senza ritorno. Il mio piccolo contributo è quello dello scrittore. 

Monica Casonato - Paulo Coelho in un suo libro scrive: “La freccia è l’intenzione che abbandona la mano dell’arciere e si dirige verso il bersaglio. Sarà sfiorata dal vento e insidiata dalla forza di gravità, ma tutto ciò appartiene al suo cammino: una foglia non cessa di essere tale soltanto perché la tempesta l’ha strappata dall’albero”. E per Luca Rossi? 
È un’interpretazione interessante. Ci sono dei momenti in cui l’arco e la freccia iniziano a vivere di vita propria e dei momenti in cui essi sono degli strumenti dipendenti da quella che poi sarà la volontà dei personaggi di superare le sfide che devono vivere.  Coelho parla del vento e della forza di gravità, nel mio libro ci sono sfide enormi perché i protagonisti devono riuscire a scoprire come salvare la loro civiltà, come riuscire a capire qual è la via per non estinguersi. Qual è la via per risultare, alla fine, non un battito di ciglia in quella che è una scala cosmica molto più ampia. Noi siamo una piuma in un piccolo mondo, un sole in una piccola parte della galassia. E non sappiamo quanto all’universo importi di noi; sappiamo, tuttavia che, se ci giochiamo male le nostre carte, possiamo praticamente venire dimenticati da ciò che facilmente potrebbe distruggerci. E, allora, la vita chissà quali vie prenderà su questo nostro pianeta. Ci sono dei passaggi in cui i personaggi evidenziano il fatto che pensando sempre che tutto andrà bene, non ci saranno problemi. Non è automatico che i problemi saranno sempre risolvibili. Abbiamo sfiorato la catastrofe nucleare e abbiamo strumenti sempre più potenti nelle nostre mani. Se non ci abituiamo ad avere un percorso evolutivo che accompagni le nostre scoperte scientifiche e tecnologiche, rischiamo grosso. Questo libro rappresenta una metafora di quello che stiamo vivendo in questo momento di forte attualità o di follia. Come dei bambini, ci affacciamo in un percorso sempre più grande e insidioso, rischiando di perdere tutto.

Videointervista pubblicata sulla pagina Facebook “Luca Rossi Author” il 12 settembre 2019.
Trascrizione di Monica Casonato (Nika Lake), amministratore del gruppo Facebook “Leggere Luca Rossi”.

martedì 17 settembre 2019

Vi svelo “L’Eco delle Stelle”

Nell’ultima intervista sulla mia pagina Facebook rispondo alle domande dei lettori sul mio prossimo libro.



Monica Casonato - Caro Luca, siamo ormai prossimi alla pubblicazione del tuo nuovo libro, come ti senti?
È un momento elettrizzante, emozionante e spaventoso. Quando si finisce di scrivere un’opera non si sa mai se quanto scritto sia degna di nota e originale. In questo lavoro ho affrontato dei nuovi temi, assenti nei precedenti libri anche se esiste una relazione fra tutti i miei romanzi. Quando ci si confronta con l’ignoto, c’è sempre il timore di aver preso una strada errata. A volte mi sveglio nel cuore della notte ripensando ai capitoli del nuovo libro. Spesso rivivo dentro di me aspetti caratterizzanti certi miei personaggi. Insomma, è davvero tutto una novità, un camminare sulle nuvole: non sai bene se prenderai il volo o se cadrai giù per terra! È comunque uno dei momenti più entusiasmanti! Addirittura, quando queste forti emozioni mancano, in un certo senso mi ritrovo a cercarle.

Monica Casonato - Quando hai iniziato a scrivere il tuo nuovo libro c’era un titolo provvisorio?
 Inizialmente ad ogni lavoro attribuisco un codice: Progetto 6, 7, etc… a cui piano piano segue pure un titolo provvisorio. Per questa mia ultima creazione avevo pensato a “Le stelle perdute” perché ci troviamo in un mondo che ha perso la connessione con le proprie stelle. E’ avvenuto un distacco molto doloroso e ciò costituisce uno dei temi importanti affrontati nel libro. Ho avuto il piacere di sviluppare il titolo basandomi su una serie di proposte che sono state poi messe al vaglio di voi lettori.

Monica Casonato - In questi giorni il gruppo “Leggere Luca Rossi” ha avuto l’onore di accogliere un tuo sondaggio per la scelta del titolo definitivo del nuovo romanzo. Cosa rappresenta il titolo di un libro per uno scrittore? Perché ritieni importante sceglierlo insieme ai tuoi lettori?
 Il percorso di ricerca mi piace tantissimo. Ho fame di confrontarmi perché desidero iniziare a parlare di quello che ho scritto. Il titolo è uno dei punti di partenza più interessanti per poterlo fare. Così come per la grafica, per la sinossi o per altri aspetti, mi fa molto piacere trovare il supporto e l’aiuto dei lettori. Ritengo che da loro arrivino tantissimi suggerimenti e idee che si rivelano molto utili in questa fase di limbo che racchiude l’opera prima della sua pubblicazione. E’ un arrivare alla meta che mi piace fare accompagnato.

Roberta Diamanti - Quando hai scritto questo nuovo libro avevi già tutta la storia in mente o l’hai elaborata strada facendo?
Avevo un’emozione, un’energia dentro di me, poi il mio libro è fiorito pagina dopo pagina. Avevo in mente il seme, il bocciolo. In seguito il libro si è sviluppato con le scelte dei personaggi, con i sogni e con tantissime altre cose. Quella da me raccontata è una storia complessa, ampia, che affronta tanti temi, compresi quelli che toccano la più viva contemporaneità. All’inizio avevo un’idea generale che poi si è definita prendendo anche delle strade diametralmente diverse da quelle che avevo pensato inizialmente.

Roberta Diamanti - Dove hai trovato ispirazione per il tuo nuovo libro? Che sensazioni hai provato dopo averlo scritto?
 L’ispirazione l’ho trovata nella nostra contemporaneità. Nel terrore che le società di adesso siano sempre più chiuse, che prendano certe direzioni perchè spaventate da quello che è “diverso”, ripiegandosi inevitabilmente su se stesse. Mi ha coinvolto molto anche il tema ambientale. L’umanità non ha compreso che perdere il proprio pianeta, ovvero la propria casa, significa perdere tutto dal momento che non è ancora possibile trasferirsi su altri pianeti.  Ci sono, inoltre, dei riferimenti con alcuni elementi antichi ed è forte l’aspetto della perdita con le nostre parti spirituali più profonde. Ci tengo a dire che non è un libro improntato solo sul negativo. Inizia con una situazione difficile, poi si scopriranno tanti aspetti positivi.

Roberta Diamanti - Chi sono i personaggi che popolano il libro? Hai piacere di presentarceli? Hanno similarità con i personaggi conosciuti nelle altre tue opere narrative?
 Posso presentare i personaggi come sono all’inizio della storia. C’è un ragazzo molto giovane, si chiama Joel. E’ un ragazzo comune che fa un’esperienza un po’ come Herry Potter quando si trova al famoso binario 9 e mezzo. Joel sta passeggiando per la città ed entra in una società per arcieri, ma in questa città non esiste una società di questo tipo cosicché lui si ritrova in un ambiente in cui gli presentano l’uso dell’arco e della freccia dando per scontato che lui sia o voglia diventare un arciere. Il ragazzo di tutto ciò non ha mai saputo nulla e si ritrova immerso in una vicenda che non avrebbe mai immaginato. Incontra Glynia, un personaggio pieno di fede (mi ricorda Morfeus di Matrix); la ragazza crede alle parole di un anziano, uno dei pochi nel pianeta a ricordare il legame esistente con la forza e l’energia dell’universo e questa forma di spiritualità non è qualcosa di sviluppato in quel mondo ma deriva da un disegno più grande. Ecco, i due giovani sono i personaggi principali. La città, in cui s’ambienta la storia, è gestita da un primo cittadino, è però una persona evanescente e di facciata. In realtà il potere non è retto da lui, ma dalla sua assistente. Costui ha anche una figlia che a un certo punto si chiede perché nella loro società nessuno parla mai dell’esterno, di quello che c’è oltre i confini della città, di quello che esisteva prima nel loro passato. Questa curiosità è il gancio che ho sentito con la nostra contemporaneità. Spesso le nostre società hanno la tendenza a chiudersi in sè stesse, a ragionare come se non ci fosse nulla al di fuori, rendendo vano l’insegnamento della nostra storia. Ad esempio, in questi anni, gli insegnamenti trasmessi dai nostri nonni che avevano combattuto e vissuto la II guerra mondiale vengono a perdersi. Un altro personaggio particolare presente nel romanzo si chiama Dylon. Lo troviamo all’inizio mentre attraversa il deserto. Ha lasciato un ragazzo vicino ad una roccia perché troppo stanco e assetato e lui va alla ricerca dell’acqua. Dylon si trova in un mondo complesso, quello che fa da sfondo alla storia, e che non comprendiamo subito. Durante il cammino, gli appare un enorme termitaio, grande quanto un grattacielo, e nonostante abbia timore di raggiungerlo deve farlo perché è l’unica speranza per trovare l’acqua. Ci sono poi molti altri personaggi, come sapete, mi piace inserirne numerosi nei miei romanzi.

Francesca Colella - Vorrei chiederti cosa provi quando pensi all’ormai prossima uscita del tuo libro?
Non solo paura, ma tanta emozione. Per me la parte bella della scrittura è la scrittura, non scrivo per arrivare alla fine, non leggo per arrivare al finale dei libri. La parte bella è mentre fai tutte queste cose, mentre sviluppi capitolo per capitolo. Quindi la vera emozione è quello che provo ogni giorno. Sicuramente è un piacere arrivare al punto in cui potrò confrontarmi con tanti lettori che mi danno le loro indicazioni.

Roberta Diamanti - Si potrebbe parlare del seguito della tua prima trilogia, di un filo conduttore che lega le tue opere, oppure ancora una è il superamento dell’altra?
In questi giorni mi sono veramente reso conto della forte parentela che hanno tutte le mie opere, potrebbero quasi essere definite un ciclo in cui ci sono vicende inconsuete, mondi e dimensioni del tempo completamente differenti.  I Rami del Tempo sono collegati con i racconti di Energie della Galassia e, a loro volta, sono fortemente legati con le opere che sto scrivendo in questo momento. E’ come se dalla prima parola scritta avessi iniziato a creare e sviluppare un universo che poi ha preso tante strade e vicende disparate, ma che alla fine tornano tutte a far parte di un’unica grande corrente, di un unico grande fiume letterario della mia creazione. E ’un romanzo completamente nuovo, scritto in maniera differente, ma allo stesso tempo è figlio di tutto quello che ho scritto finora.

Francesca Colella - Questo libro che attendiamo con ansia sarà un solo volume o tre volumi come la prima trilogia?
Difficile dire se saranno tre volumi o più. Ci sarà sicuramente la pubblicazione di questo titolo sul quale mi sono molto impegnato e attualmente sto lavorando ad un secondo volume, ma vedremo quando e come   verrà alla luce. La storia potrebbe diventare un decalogo o anche essere una trilogia, per il momento ci concentriamo su questo titolo e su questa opera.

Francesca Colella - C’è già un titolo?
 Nel lungo percorso che ho fatto insieme a voi lettori, per ora sono arrivato a definire “L’eco delle stelle”. E’ un titolo che mi emoziona molto e che percepisco vibrare profondamente nel mio cuore. Ogni volta che lo sento in questi giorni continua a riempirmi di emozione. Il titolo è nato dal confronto con voi lettori, in particolare, c’è stato un giorno in cui mi sono svegliato pensando al titolo “L’occhio delle stelle” e ne ho discusso con un piccolo gruppetto di lettrici. Tu, Francesca, sei stata la prima a suggerirmi “L’eco delle stelle”, perciò ti ringrazio.

Monica Casonato - Sei soddisfatto della partecipazione e degli esiti ottenuti nelle maratone dei sondaggi che hai lanciato in questi giorni nei tuoi social?
 E’ stato un percorso davvero creativo e interessante. Ogni titolo rappresentava un punto di vista diverso su quella che era la storia. Sono partito da titoli completamente differenti gli uni dagli altri, ad esempio, c’erano dei titoli focalizzati sulla tragedia che vive la città come “La città di sangue”, “La città senza memoria”, “L’ultima alba” e un titolo che è piaciuto molto “Il soffio del destino”.  Mi sono reso conto che l’associazione, tra l’opera e quello che poteva essere colto di primo acchito con quest’ ultimo titolo, era che non sono i personaggi a creare il loro mondo e il loro destino, ma sembrava che il destino fosse qualcosa di alto, di immutabile, da cui loro non avrebbero potuto sviare. C’erano, inoltre, tutti i titoli relativi alle stelle che richiamavano il mio titolo iniziale: “Il soffio delle stelle”, ”La voce delle stelle” … Sono titoli molto importanti perché, come raccontavo prima, questo nostro mondo si è isolato, ha perso il collegamento con una forza universale e con qualcosa di superiore; tuttavia, alcuni di noi, in determinati modi nel cuore e nell’anima, continuano a sentire questo collegamento con l’oltre. E’ una cosa bella perché ci riporta un po’ a quelle che sono le esperienze che viviamo quando ci affacciamo alla finestra del cielo e guardiamo di sera il firmamento dell’universo con le stelle sopra di noi, chiedendoci come la nostra vita sia collegata con queste forze da tutti i punti di vistaI biologi si chiedono se la vita sia stata portata dalle comete, alcuni tipi di storici si chiedono se ci siano state influenze aliene sulla nostra evoluzione, le persone di fede si chiedono se esiste un collegamento diverso tra noi e un’energia universale nel mondo attuale. Nel mio romanzo queste domande sono ancora più vive perché molti personaggi sanno di provenire da un altro pianeta e si sono ritrovati su questo mondo, però sono stati isolati dal resto della galassia e si sono ritrovati come un figlio separato dalla madre. Tutti questi titoli delle stelle erano particolarmente e parzialmente adatti.

Francesca Colella - Si sa la data di pubblicazione?
Dovrebbe essere il 10 ottobre 2019 se tutte le operazioni con il correttore di bozze andranno bene e se non ci saranno intoppi.

 Monica Casonato - Personalmente ho trovato molto interessante scambiare con i lettori del gruppo le impressioni sulle loro scelte dei titoli. E’ stato utile e stimolante anche per te?
E’ un’emozione che ricerco e di cui ho fame. Come dicevo prima, nell’evoluzione del titolo la scelta finale è stata suggerita da una lettrice. Questo confronto dove ogni volta si riesce a guardare un qualcosa in più, a sentire un un’emozione diversa e a fare qualche passo in più insieme è davvero un percorso fantastico.

Francesca Colella - Dimmi tre aggettivi per definire il tuo nuovo libro?
Direi un libro energetico, spirituale, profondo. E’ quello che mi è venuto in mente. Poi mi auguro sia realmente così.

Marjane Ferreira - Cosa ti ha ispirato?
Adriana Camai - Cosa ti ha dato la spinta per scrivere questo libro?
Sicuramente il mondo in cui viviamo e   la paura che il nostro mondo un giorno possa non essere più questa bellissima casa.

Monica Casonato - Ripercorrendo le tappe di questo lungo processo decisionale si osserva che nel primo sondaggio i titoli evocano un’emozione, una domanda, un’altra dimensione e alcuni temi della storia. Nei sondaggi successivi le scelte mirano ad un unico argomento: le stelle. Ci puoi parlare di come hai strutturato i tuoi sondaggi?
Molti titoli nascono mentre scrivo l’opera stessa. I primi sondaggi riguardavano in pratica tutto quello che quest’anno   ho annotato e sognato durante la stesura del libro. Ho osservato che, ad esempio, c’erano dei titoli che a me piacevano tanto ed erano legati proprio alla freccia, c’era infatti come titolo “La freccia della vita”, ma ho notato che per alcuni il messaggio diventava   un po’ criptico ed esoterico. Quindi ho abbandonato questo genere di titoli. Quelli riguardanti “Le stelle”, invece, piano piano piano, hanno assunto un’importanza sempre maggiore, essendo più facilmente comprensibili. Una cosa di cui non ho parlato prima: è un’opera multidimensionale, nel senso che ci sono alcuni personaggi che scoprono come muoversi tra le varie bolle temporali e potremmo dire tra le varie dimensioni. Secondo la fisica moderna ogni volta che compiamo una scelta si creano due diverse realtà: un universo nel quale siamo andati da una parte e un universo nel quale siamo andati nell’altra. I personaggi di questo libro scoprono come riuscire a viaggiare tra queste dimensioni e lo fanno pensando che, se in questo nostra dimensione tutto sta andando così male, magari potremmo provare a cercare nelle altre dimensioni che cosa è andato bene qui, quali sono gli elementi che hanno fatto sì che quei mondi potessero continuare a esistere senza autodistruggersi.  I personaggi trovano un modo per fare certi viaggi e lo fanno sfruttando un arco e una freccia, però, quest’elementi, sembravano un po’ difficili da inquadrare da chi non avesse letto il libro. Perciò, mi sono orientato verso i titoli delle stelle.

Monica Casonato - Le stelle hanno ispirato tutti i poeti e non solo. Questa parola ha tanti significati metaforici. Può indicare i corpi luminosi del cielo, il destino, una guida, lo sguardo di una persona, gli occhi del cielo, un cammino… per Luca Rossi quale significato hanno le stelle in questa storia?
In questa storia direi tutto quello che hai scritto e menzionato. Per i miei personaggi hanno assolutamente tutti questi significati e non ci sono barriere al loro sentire. Le stelle, però, rappresentano il passato e il futuro al quale vorrebbero tendere. Noi non sappiamo se la nostra vita venga dall’esterno, invece loro ne hanno la certezza e vogliono tornare in queste loro stelle, hanno bisogno di loro, senza, temono di non riuscire a sopravvivere. In fondo è la stessa convinzione che ha anche l’autore nel senso che, spesso, sento questo collegamento con qualcosa che va oltre a quello che esiste nel nostro pianeta. Sento che il futuro spirituale e scientifico della nostra specie non è limitato solamente a questo mondo.

Diana Nuzzo - I tuoi sogni sono stati fondamentali per realizzare questo libro?
Credo non ci sia mai stato un racconto, un capitolo o un romanzo che non sia stato enormemente influenzato dai miei sogni. Di notte rielaboro tutto quello che sono le mie creazioni del giorno, c’è un’influenza continua tra giorno e notte.

Ramona Doneda - Il nostro pianeta sta già lanciando su il suo grido, ma pochi lo sentono, sei d’accordo?
Questo libro è un’eco del nostro pianeta, hai colto in pieno il suo messaggio.

Maria Grazia Buiobuio - Come scegli i personaggi dei tuoi libri?
Nascono sempre in modo totalmente emotivo, non esiste una pianificazione, nel senso che la storia fiorisce a poco a poco. Quando l’opera inizia a crescere loro spuntano da soli come se fossero già intorno a me mentre scrivo e iniziassero a far sentire le loro voci. Mi piace pensare che siano i personaggi a scegliere me.
Vi ringrazio tutti per questa splendida partecipazione, è stato emozionante ritrovarvi e bello iniziare a parlare del nuovo libro.

Videointervista pubblicata sulla pagina Facebook “Luca Rossi Author” il 4 settembre 2019.
Trascrizione di Monica Casonato (Nika Lake), amministratore del gruppo Facebook “Leggere Luca Rossi”.

martedì 5 dicembre 2017

Il Segreto della Sorgente

Sono infinitamente felice di annunciarvi l'arrivo del terzo volume della serie 'I Rami del Tempo'. Eccovi la sinossi ufficiale e la copertina.

Sono in molti a credere che lei sia quella giusta, l’Erede della Luce, colei che, in un universo dominato dalla scienza e dalla tecnologia del Presidente Molov, risveglierà la parte più profonda degli individui. Ne è convinta la sua compagna Miril, hanno fede in lei la mutante Ipsia e il Maestro Elor e soprattutto gli abitanti delle Terre Libere di Vaior, l’ultimo baluardo di vera libertà. Ma a non credere in sé stessa è proprio Lil, distrutta dai sensi di colpa per la scomparsa del suo mondo e incapace di fare i conti con un destino che le ha già portato via quasi tutto. 
Eppure per Lil non c’è più tempo. Nelle Terre Libere nulla è come appare. Valika, sua futura guida spirituale, è la prima ad aver rinnegato gli ideali più puri e il fanatismo delle vestali del Santuario, unito alla brama senza fine di beni materiali, minaccia lo scoppio di una guerra fratricida. 
L’unica soluzione è raggiungere la Sorgente di cui parla un’antica Profezia. Ma a sbarrar la strada a Lil è il peggiore dei pericoli nei quali possa imbattersi un essere vivente, la negazione stessa della vita. E proprio coloro di cui ha più bisogno saranno i primi a tradirla.

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Il mondo di Cry
"La serie I Rami del Tempo vi trasporterà in un'avventura popolata di sacerdotesse potenti e promiscue, da re e regine con l'ambizione del potere assoluto, da cloni e mutanti... il tutto magistralmente amalgamato per dare vita ad una storia adrenalinica, spirituale e appassionante."

Il mio mondo di libri
"Un romanzo ricco di colpi di scena; i protagonisti sono i sentimenti puri e le forti emozioni. L’autore Luca Rossi, trasporta il lettore in un viaggio introspettivo e lo guida nell'analisi delle proprie emozioni e del proprio inconscio utilizzando il potere telepatico ed ipnotico della sacerdotessa Lil.
Ci farà emozionare, piangere, ridere, sperare e sorprenderci. Tutti i particolari son ben curati, per risvegliare nel lettore i cinque sensi; il romanzo si legge, si ascolta, si assapora, si odora, si percepisce sulla propria pelle anche dopo averne terminata la lettura.
Un libro che mi ha sorpreso, poiché interessata al discorso della telepatia e del potere della mente. Mi sono sempre chiesta se fosse possibile entrare a contatto con i pensieri delle persone amate e modificarli. La lettura della serie “I rami del tempo” ha approfondito e maggiormente stimolato tale curiosità."

Lettere Lastricate
"Narrazione fluida, periodi intensi e una scrittura curata e in grado di tenerti attaccata alle pagine, alla storia e ai personaggi. 
Luca Rossi ha realizzato un’ottima produzione. L’intero scritto è ben curato senza refusi o errori. Ogni parte della saga si incastra perfettamente nell’economia del racconto
Il percorso di crescita della protagonista Lil, già intrapreso nei capitoli precedenti, continuerà fino alla sua completa maturazione. La ragazza dovrà imparare a non farsi bloccare dalle sue paure e se vorrà salvare i suoi amici, dovrà ben presto imparare a conoscere fin dove i suoi poteri potranno spingerla.
Lil, Obolil, Aleia, Milia e tutti gli altri personaggi sono credibili, perfettamente integrati in questo contorto mondo. La teoria dei multiversi e dei viaggi temporali si integrano in questo fantastico mondo fantasy e l’amore dell’autore per la fantascienza si mescola e si fonde come mai ho visto.
Sono presenti alcune scene di sesso, ma non sono mai volgari e non sono una parte preponderante del racconto.
L’intera saga de i Rami del Tempo potrebbe essere un bellissimo regalo a chiunque piaccia il genere fantasy o sci-fi. Le pagine scorrono veloci tra le mani ed erotismo e azione si mescolano alla perfezione."
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Les fleurs du Mal
"Ecco che togliendo il sacro e il meraviglioso la Federazione (qualunque essa sia, inizia a manipolare le persone illudendole di agire per il loro bene. E se in questo libro uno dei mezzi per annullare il libero arbitrio tramite la manipolazione delle emozioni è una sostanza particolare il nomos, o l’auron. Nella nostra società il nomos/auron è spesso la virtualità, la strada facile e immediata per godere del proprio personale universo di beatitudine. Diventiamo così semplici burattini nelle mani dell’influencer di turno delegando a lui addirittura il senso della bellezza. Inquietante ma reale. Troppo reale."
Il blog di Sergio De Tomi
"L'attesa è stata ripagata, senza dubbio. Quando pensi che Luca Rossi abbia esaurito le cartucce per stupire, lui fa uno sforzo e ti smentisce. Rispetto al secondo volume della saga ho riscontrato sicuramente un passo avanti, nella narrazione come nella caratterizzazione dei personaggi, dove non ho riscontrato alcun paradosso bensì grande coerenza. Una caratteristica stupenda dei suoi romanzi è quella di incollare il lettore alle pagine: quando si inizia la lettura e si entra nel vivo della narrazione, è difficile prendersi una pausa prima del finale.

Come dissi in passato - anche nelle dirette Instagram - Luca è uno dei rarissimi autori auto-prodotti che non sembra per nulla auto-prodotto; La copertina è stupenda (e io sono un fanatico delle copertine), il contenuto è ben scritto e organizzato, mentre è ottima l'impaginazione e non ho riscontrato particolari refusi. Le scene "erotiche" non mancano nemmeno in questo volume, e devo dire che le ho apprezzate.

La mia paura più grande, dopo la lunga attesa per l'uscita di questo terzo volume, era quella di non ricordare tutti i dettagli della storia e dovermi rileggere il secondo volume. Devo dire che sono bastate poche pagine affinché tornasse alla mente tutto il plot e il vissuto della protagonista, e questo è un altro plauso da attribuire all'autore. Non vedo di leggere opere future di Luca Rossi, a mio avviso il miglior autore autoprodotto (almeno, tra quelli che ho avuto la fortuna - o sfortuna, a volte - di leggere). Bravo!"


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★★★★★ Il capolavoro di Luca Rossi
Di Monica Casonato
Da dove iniziare per parlare del nuovo capolavoro dello scrittore Luca Rossi? Dalla “Sincronicità che arriva dalla purezza del cuore” e che il Maestro Elor aveva capito essere la grande forza degli accadimenti e ad essa si affidava con tutto se stesso nei momenti difficili. Leggere il terzo ramo è entrare in un portale magico dell’anima, come la luna entra nel mistero della notte e solo gli occhi del cuore riescono a trovare in quell’oscurità un messaggio speciale rivolto unicamente a se stessi. Gli argomenti trattati sono attualissimi nel mondo della fantascienza e non solo, in tutto quel mondo tecnologico che, a velocità della luce, ci sta invadendo. Lodevole il modo in cui se ne parla, senza fare riferimenti diretti, così tutti i lettori possono ritrovarsi, persino i più esperti e appassionati. Nella storia, tessuta abilmente, si trovano riferimenti alla Terra Cava abitata nelle sue viscere, alle presenze aliene mescolate alla razza umana per dominare interessi economici e politici di questo pianeta, alle comunità con ideali che imprigionano libertà di pensiero e di azione nei singoli individui, alle dimensioni temporali della fisica quantistica: insomma, è un viaggio fantastico da leggere. L’ambientazione, i personaggi, la trama: Luca Rossi ha espresso il meglio di se stesso. Proietta i lettori nello spazio della Galassia e contemporaneamente in un mondo antico di magia: è spettacolare questo volare. “Il segreto della sorgente” si collega straordinariamente ai racconti del primo libro dell’autore che dipingono i pericoli e cosa mai potrebbe succedere in una realtà del futuro o come si potrebbe vivere in una Federazione di pianeti. Personalmente, mi è piaciuto trovare questo filo che fa apprezzare ancora di più “Energie della galassia”.
Tra i personaggi mi sono lasciata affascinare dal Presidente Molov, il nuovo cattivo che possiede una mente acuta, calcolatrice e si innamora di una sacerdotessa. Lui alla ricerca di un cuore, di un amore devoto, lei persa nella dannazione dei piaceri della carne per scoprire in quella fragilità umana l’accedere alla vera spiritualità e alla scintilla divina. L’autore fa trasparire tutti i tormenti di Valika che, alla fine, si sente vincere dal sentimento profondo dell’amore: la luce del cuore rimane per sempre in chi sa amare. Nel nuovo libro i personaggi sono ricamati col prezioso filo dell’introspezione e ogni lettore può trovare molti frammenti sui quali riconoscersi. Tra le pagine d’inchiostro si gustano molte riflessioni e piccole perle di saggezza. Sicuramente, come è capitato a me, una matita diventa la retina per catturare le ali delle parole e far nascere le farfalle dentro al proprio cuore. E che dire di Lil e Miril? Il lettore si trova ad essere un fedele alleato della loro missione e catapultato, con incredibile naturalezza, nella loro comunicazione telepatica, nel loro sentimento, nella loro unione d’anima. In questa nuova storia alcuni momenti dimostrano una squisita sensibilità e conoscenza dello spirito umano da parte dello scrittore: l’attraversamento della sala dello specchio interiore da parte dei protagonisti della missione e il battesimo del corpo e dello spirito di Lil una volta giunta alla Sorgente Sacra.Infine, non si può non parlare delle sfumature erotiche che pennellano tutta la vicenda. E’ una sessualità vera, descritta dal punto di vista maschile, col desiderio dirompente in cui tutto è fuoco, pensiero, sentimento, carne e vissuto in un’unica sensazione esplosiva. “Il segreto della sorgente” è forse quel libro che potrebbe aprire una visione diversa della vita o di voi stessi.
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Goodreads

★★★★★ Little Irish Luck
Ragazzi che viaggio. Dopo più di un anno passato ad aspettare questo libro temevo che avrei avuto difficoltà a seguire la trama e che avrei perso dei dettagli importanti. Invece mi sono ritrovata in un mondo ben strutturato, con dei personaggi che sembrano veri e in una storia che ricordavo molto bene.
E niente, non vedo l'ora di leggere il prossimo volume...se ci sarà!

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martedì 23 maggio 2017

Intervista con Piemonte Chic al Salone del Libro di Torino


Partecipare per il terzo anno al Salone del Libro di Torino è stata un'esperienza unica, pazzesca, emozionante. Ancora una volta sono rimasto meravigliato dall'immenso calore, dalla poesia, dalla magia che mi avvolgeva. Mi sono sentito orgoglioso di far parte del popolo degli amanti dei libri, di chi vive sapendo che ci sono sempre una nuova pagina e una nuova avventura da scoprire.

Eccovi una breve intervista con Piemonte Chic, che ringrazio per l'opportunità.

mercoledì 29 marzo 2017

Intervista con Michele Amitrani di Credi Crea

Felicissimo di essere stato ospite di Michele Amitrani di Credi Crea. In quest'intervista parliamo di libri, promozione e self publishing. Buon ascolto!