Creating art is a unique experience that makes us feel many different emotions. On the one hand, we experience an intimate and personal moment in which we feel completely immersed in our creative world. On the other hand, we feel driven to share and try to communicate something meaningful to others.
When I create art, I feel a mixture of emotions: love, passion, desire, despair... but above all, wonder. The same wonder I felt as a child when I encountered something I never expected.
Art can be unpredictable and surprising. We feel a sense of wonder and satisfaction when we generate something that exceeds our expectations.
(Creare arte è un'esperienza unica che ci fa provare molte emozioni diverse. Da un lato, si vive un momento intimo e personale, in cui ci sentiamo completamente immersi nel nostro mondo creativo. Dall'altro, ci sentiamo spinti alla condivisione e cerchiamo di comunicare qualcosa di significativo agli altri.
Quando creo arte, sento un misto di emozioni: amore, passione, desiderio, disperazione... ma soprattutto stupore. Lo stesso stupore che provavo da bambino quando mi trovavo di fronte a qualcosa che non mi sarei mai aspettato.
L'arte può essere imprevedibile e sorprendente. Quando generiamo qualcosa che supera le nostre aspettative, proviamo un senso di meraviglia e gratificazione.)
Ieri ho corso la mia quinta corsa campestre e sono stati quaranta minuti di pura felicità. Anche nei momenti di maggiore sofferenza, mi sono sentito benissimo. Provavo dolore fisico, ma ero comunque carico e continuavo a pensare a quanto mi stessi godendo l'esperienza.
Nella mia vita ho praticato varie discipline sportive, come la pallacanestro da adolescente, il nuoto, il calcetto del giovedì sera con gli amici e lo sci. Ho anche camminato molto e ho fatto tante escursioni. Tuttavia, non sono mai stato così coinvolto come nel running.
Adoro correre, specialmente in compagnia, e amo le gare. Riesco a percepire tutta la bellezza del movimento, il corpo che respira, la mente libera.
Mi piace condividere lo sport che amo con altre persone. È divertente, appassionante e si sente un'emozione che accomuna la maggior parte di corridori. Vivo la competizione con grande serenità. Quando un atleta mi supera, penso a quanto sia bravo, e quando sono io a sorpassare qualcun altro, lo faccio con leggerezza.
Esperienze come quella di ieri sono molto preziose. Negli ultimi tempi ho partecipato a diversi eventi podistici in condizioni non ottimali, con il raffreddore o poco dopo una malattia influenzale. Ieri, invece, stavo bene e non avevo preoccupazioni. La temperatura era fantastica e il prato era colorato di un verde che mi entrava nell'anima.
Alla fine del cross ero stanco, ma pieno di energia e non vedevo l'ora di tuffarmi, tra un paio di settimane, nel prossimo trail.
Non vedevo l'ora di tornare alla fantascienza di Emozioni nella Nuvola! Dopo le esperienze di pubblicazione in lingua inglese e il tuffo nel fantasy de I Rami del Tempo, Viaggio nella Realtà dei Sogni per me è quasi un ritorno all'origine, al punto dove tutto è incominciato.
Trovo molto coinvolgente questo esperimento di scrittura interattiva e provo qualche brivido al pensiero che tornerete a decidere il destino di questa storia: chi morirà, chi vivrà, chi avrà successo, chi si dimostrerà diverso da ciò che appariva.
Allo staff di The Incipit, come alle migliaia di lettori che hanno letto e commentato la storia fin qui, va il mio più sentito ringraziamento.
Nel frattempo, i lettori di questo blog sono cresciuti, quindi la quarta serie sarà pubblicata in contemporanea qui e su The Incipit.
Invito tutti i lettori a esprimere ogni idea, intuizione, critica, parere, commento nella sezione in basso e, naturalmente, a votare la propria preferenza. Siate coraggiosi. Questa è scrittura collettiva e farò del mio meglio per incanalare ogni vostro suggerimento nella storia.
Buona lettura!
“Dobbiamo seguire Lorena,” spiega Isabella, osservando i
suoi interlocutori. Gary ha un sorriso beffardo stampato sul volto. Jay è
incredulo. Steve, visibilmente a disagio, guarda in basso. Devo convincerli, non posso fallire. Ma sa che sarà Mario l’ago
della bilancia. Suo marito sospira e si sistema nervosamente i capelli con la
mano.
“Sentite, so che può sembrare una follia…”
“Isabella,” la interrompe Mario, con un tono fin troppo accondiscendente.
“Pensa al tuo coinvolgimento intimo. Vivi
ancora il senso di colpa per aver abbandonato Lorena. Non puoi essere
obiettiva. Ora che hai trovato…”
“Mario, so che
quello che lei mi ha raccontato è vero…”
“Ma come fai a saperlo?
Il nanochip è programmato per creare persone e situazioni in base a ciò di cui noi
abbiamo bisogno. Quando sei entrata in DataNet ti sei ritrovata nel luogo che
amavi nella tua infanzia. C’erano Lorena e Alessia, le due persone che in quel
momento sentivi di voler vicino a te. E ora ti sta proponendo la versione di
Lorena che vuoi tu. Hai bisogno di
sentire che è vera e il nanochip cerca di convincerti che lo è.”
Isabella cerca di trattenersi e aspetta pazientemente che il
marito abbia finito di parlare. “Mario, hai ragione. So che Alessia è un’entità virtuale. È perfetta. È la bambina che
in questo momento vorrei avere vicino. Risponde ai miei desideri materni, ai
miei sensi di colpa. Lo so! Ma Lorena è diversa, ne sono certa.”
“Lo sento.” Isabella cerca di mostrarsi sicura, sostenendo lo
sguardo del marito.
Mario sospira. “E cosa dovremmo fare?”
Ho una possibilità e
non la devo sprecare. Cerca di farsi coraggio: “DataNet è il più potente
strumento di controllo mai creato da DataCom. È un nuovo mondo, un luogo dove
tutti gli esseri umani possono trovare quello che vogliono. È la realtà
perfetta per ciascuno di noi, ma è anche lo strumento con il quale le
intelligenze artificiali vogliono imporre la vittoria definitiva sull’umanità.
Tutti dentro DataNet significa tutti sotto controllo. Ma, secondo Lorena, questa
creazione è anche il più grande tallone d’Achille di DataCom, perché ci è essa
stessa dentro. È vero, è protetta, ci sono firewall e barriere di ogni tipo, ma
è raggiungibile, più che nella realtà. E il momento giusto per agire è questo.
A DataCom basteranno pochi mesi di evoluzione per rendere il tutto
inattaccabile. È ancora in fase di test e le intelligenze artificiali sono
sicure di aver già sottomesso gli umani, sono certe del proprio trionfo ed è
proprio questo il momento in cui sono più vulnerabili.”
In occasione della pubblicazione del primo episodio di
Viaggio nella Realtà dei Sogni, il romanzo fantasy I Rami del Tempo è in promozione su Kindle
a 99 centsimi: www.amazon.it/dp/B00J4SUIOC
Isabella conosce il marito. Sa che questo tipo di logica può
far breccia in lui. Ma nei suoi occhi legge anche altro. È ferito. Il loro
matrimonio è stata una finzione. Sa che nel mondo perfetto di Isabella per lui
non c’è posto. E ora lei gli sta chiedendo di seguire proprio la donna che lui
sa che lei vorrebbe poter amare, anche solo nel virtuale.
“Mario, i miei sentimenti non hanno nulla a che fare con
tutto questo...”
Lui, infastidito, la interrompe: “Come faremo a muoverci in
DataNet? Lorena sa dove andare? Chi ci guiderà?”
Isabella, esitante, si volta verso Lorena, che fa cenno di
no con la testa. È una proiezione del nanochip impiantato nella sua testa e lei
è l’unica che può vederla.
Mario coglie lo sguardo di Isabella diretto nel vuoto. L’occhiata
furente del marito fa gelare il sangue nelle vene di Isabella.
“Ci guideranno le intelligenze secondarie,” risponde,
mentendo, Isabella.
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