lunedì 7 ottobre 2013

Gravity, sospesi nel vuoto

Immaginate di librarvi nello spazio. Sotto di voi si staglia la gigantesca sagoma di un bellissimo pianeta azzurro: la Terra. Avete un jetpack e, manovrandone opportunamente le spinte, riuscite a volteggiare attorno a satelliti artificiali e shuttle, muovendovi nella più completa armonia. Lo spazio profondo è uno spettacolo che toglie il fiato. Sulla superficie del vostro amato pianeta riconoscete i luoghi che vi sono cari: ecco, lì c'è il continente dove si trova casa vostra. E lasciate vagare lo sguardo su feroci ammassi di nubi, sugli oceani cristallini, su foreste di un verde intenso.
Immaginate di essere proprio lì... di esserci davvero. Non è un sogno, non è finzione. Siete sospesi, alle porte di un mondo, sulla soglia dell'universo.
Questa è la sensazione che si ha vedendo Gravity. È un film che dà vertigini, figlio del suo tempo. Alfonso Cuaròn non avrebbe potuto realizzarlo in un altro momento qualche anno addietro. Perché in questo film, la tecnologia e gli effetti sono tutto. È una pellicola quasi da esteti, una sequenza di tuffi vertiginosi.
È da vedere al cinema e in 3d, non ci sono dubbi. È concepito e realizzato sulla base dell'esperienza tridimensionale. Cuaròn è uno di quei registi che non pensa più a trasporre i film tradizionali in 3d, ma elabora l'opera sulla base delle possibilità offerte dal nuovo mezzo
A molti spettatori Gravity lascia un senso di meraviglia, quella dolce sensazione che si prova quando si è bambini e ci si trova dinanzi a qualcosa di nuovo e incantevole.
La trama è povera, è vero. George Clooney e Sandra Bullock non sono particolarmente in forma. I dialoghi sono stentati e la vicenda della lotta contro le avversità e il proprio passato è un po' stereotipata. Prima di entrare in sala è opportuno dimenticare qualsiasi nozione di fisica appresa alle superiori. Ogni volta che penserete: "No, ma questo non è possibile!" sappiate che probabilmente avrete ragione. Eppure è un po' come quando gli spettatori andarono a teatro e si spaventarono di fronte a un treno che veniva loro incontro.
In questo caso, si ha invece la sensazione di essere sospesi nel vuoto. È un'emozione bellissima!

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