lunedì 4 febbraio 2013

Looper, la recensione


Sono uscito dal cinema con il sorriso, un po' perché mi è piaciuto e mi ha divertito, un po' per una logica un po' discutibile.

Il viaggio nel tempo non è un argomento semplice e Looper ha il merito di usarlo come spunto e di trattarlo in maniera divertente. Mi è parso tuttavia che alcune conclusioni siano state più dettate dalla scelta di creare pathos, che dalle logiche conseguenze.

Looper sviluppa i temi dei viaggi nel tempo, dei paradossi temporali e della possibilità di mutare il corso della propria esistenza. Da questo punto di vista, il confronto con sé stessi invecchiati di trentanni è particolarmente interessante. Sarebbe facile concludere che con più esperienza e più anni sulle spalle si è in grado di operare scelte dettate da maggiore saggezza, ma non è proprio così. E Looper questo dubbio lo instilla molto bene.

Mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento sulla telecinesi: qui il film si limita a dire che il 10% della popolazione ha sviluppato questa abilità. È un'introduzione alla figura dello Sciamano, ma anche uno spunto interessante. Nel futuro non saremo solo più hi-tech, ma forse svilupperemo anche qualcosa di diverso come essere umani. Cosa si sia sviluppata questa capacità, non è molto chiaro.

Se non ricordo male, il film si svolge nel 2044. A un certo punto scorrono trentanni a partire da questa data. Ecco, io mi aspetterei nel 2074 una realtà molto diversa da quella che viene brevemente mostrata. Tornando al 2044, sembra che le novità più interessanti che possiamo aspettarci saranno moto fluttuanti e droghe collirio.

Al di là di questi piccoli rilievi, la trama non è troppo pretenziosa, ma è godibile, il film ha delle pause, ma il ritmo è buono e senz'altro vale la pena di andarlo a vedere.