mercoledì 10 aprile 2013

A&L The Incipit: intervista a Giulia Menegatti


Benvenuta Giulia. Ti ringrazio per aver accettato l'invito a rispondere alle domande di quest'intervista. Cosa ti ha spinto inizialmente ad iniziare l'avventura delle storie interattive su The Incipit?

Ho trovato il link al sito di TheIncipit per caso. Su Twitter.
Ho sempre scritto racconti, sin da quando ero bambina, ma non ho mai avuto il coraggio di farli leggere a qualcuno all’infuori di parenti e amici. Per cui mi sono buttata...
All’inizio avevo paura di non riuscire, in dieci capitoli,  a far combaciare tutti i pezzi del puzzle per “Lie”, la mia prima storia. Avevo già in mente una trama, anche se non del tutto definita. Invece con “The day we died” ho lavorato più d’istinto, ho scritto il primo capitolo senza sapere come si sarebbe conclusa la storia, affidandomi, quasi ciecamente, alle risposte dei lettori.

Quali sono per te le differenze tra la scrittura tradizionale e le storie interattive?

Con la scrittura tradizionale non si hanno limiti (di tempo, di numero capitoli, di numero caratteri). Si è soli con la propria opera. Si può cambiare idea mentre la si sta scrivendo, riscrivere un pezzo che non ci convince, iniziare da metà per poi scrivere l’incipit...
Con la scrittura interattiva ci sono regole ben precise da rispettare.
Una volta che il capitolo è online non si può cambiare. Certo, se ci si accorge di qualche refuso si può sempre correggere, ma la trama è lì, nero su bianco, e si può solo andare avanti.
Spesso su TheIncipit ho faticato a rientrare nel limite degli “odiosi” 4000 caratteri e ho dovuto cancellare anche interi pezzi di storia. Stephen King consiglia di tagliare il 10% della propria opera per renderla più fruibile e devo dire che il più delle volte si è rivelato un buon suggerimento.
Anche se non è una regola, a mio parere, è meglio non tardare troppo a pubblicare il capitolo successivo per tenere vivo l’interesse dei lettori. Quindi attenzione al “blocco del scrittore”. Non sempre si è ispirati e, a volte, ho faticato ad aprire il file ed iniziare a scrivere. Il lato positivo, d’altra parte, è che, in un certo senso, si è obbligati a proseguire il racconto, a non abbandonarlo come si potrebbe fare con una storia “classica” (le mie sono state ferme per mesi, alcune anche per anni).
Infine, si ha un feedback immediato coi lettori che possono dare suggerimenti e spunti interessanti per l’evoluzione del racconto, fare critiche costruttive che aiutano a migliorare e a crescere come scrittori.

Tu hai scritto diversi splendidi racconti su The Incipit. Come sei cresciuta tra un racconto e l'altro?

Ti ringrazio.
Non so come spiegarlo esattamente ma credo (spero) che il mio “stile” si sia un po’ affinato dal primo racconto all’ultimo. All’inizio tendevo a scrivere frasi molto brevi e ad andare spesso a capo. Rileggendo i primi due racconti cambierei sicuramente qualcosa qua e là.
Qual è la storia preferita, tra quelle che hai scritto?
Le mie storie sono i miei “bambini”, quindi non ne ho una preferita.
“Lie” e “The day we died” sono storie indipendenti, con un inizio e una fine.
“La ragazza dagli occhi di ghiaccio” invece è lo spin-off di una serie di racconti che ho scritto anni fa (non ancora pubblicati, per ora) e che, molto probabilmente, avrà un seguito. Quindi si potrebbe dire che sia questa quella che preferisco.

E il tuo personaggio che più ti sta a cuore?


Le protagoniste dei miei racconti, Alice, Riley e Rachel (tutte donne, ma nel prossimo il protagonista sarà un uomo) sono donne fragili che, per diverse circostanze, la vita rende forti, più sicure di sé ed indipendenti.

Sempre per il discorso fatto in precedenza, non ho un personaggio preferito, ma se dovessi sceglierne uno, sarebbe Rachel. E’ la protagonista con maggior evoluzioni a livello caratteriale, di cui ho scritto e scriverò di più, quindi ho avuto più tempo per affezionarmi a lei.  

A volte i lettori non votano la scelta che in cuor suo l'autore si augurerebbe venisse scelta. Qual è stata quella più difficile da seguire?

In “Lie” mi sarebbe piaciuto inserire una storia d’amore tra Alice e Tre
vor, mettendo in dubbio la paternità della piccola Emily.  Invece i lettori hanno votato che Alice rimanesse sola nel suo studio e rubasse il racconto di Trevor.
Un’altra volta, a capitolo scritto e in fase di revisione, i voti sono cambiati facendo vincere un’altra scelta, così ho dovuto riscriverlo quasi interamente.
Ma è anche questo il bello della scrittura interattiva.

Gli imperdibili racconti di Giulia Menegatti sono disponibili su The Incipit.
La ragazza dagli occhi di ghiaccio
The day we died
Lie

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