venerdì 14 giugno 2013

Emozioni nella Nuvola - Serie 3 - II episodio

Jay e Gary

Mario si alza di scatto e, urlando come un forsennato, si avventa a testa bassa contro Jay.  Gary e Isabella osservano la scena come fosse la sequenza di un film. Jay, benché grande il doppio del suo assalitore, viene spinto contro il muro e, più esterrefatto che dolorante, subisce una sequenza di pugni allo stomaco. Ripresosi dallo stupore, unisce la mani a pugno e, con un colpo alla base della nuca, fa crollare Mario ai suoi piedi.
Il tempo sembra riprendere a scorrere d'improvviso. Isabella d'istinto si muove verso Mario, ma è costretta ad arrestarsi alla vista dalla pistola di Gary, puntata all'altezza della sua testa.
Jay, con il piede, allontana il corpo di Mario, che rotola poco più in là, senza dar segni di vita.
Isabella, senza tradire alcuna emozione, osserva i due giovani. Jay indossa una canottiera grigia. La muscolatura possente è coperta da tatuaggi tribali che si arrampicano quasi sul capo, completamente calvo e sorretto da un collo taurino. Gary, più scuro  e di due spanne più basso, ha i capelli corti rasati sui lati e sulla nuca; indossa jeans e una giacca di pelle nera.
Loro la squadrano dalla testa ai piedi, come una preda di inestimabile valore. Gary la costringe a indossare un cappuccio.
Si incamminano; avanzano circospetti in un dedalo di vicoli disseminato di relitti umani, dolore, disperazione e sporcizia. Quasi nessuno osa alzare lo sguardo sui due, che ostentano la sicurezza di chi si muove nel proprio terreno di caccia, senza però riuscire a celare la preoccupazione per l'onnipresente pericolo.
Giunti di fronte alla vetrine rotte di un bar abbandonato, dopo un'ultima occhiata in giro, Jay fa scattare la serratura dell'ingresso. Muovendosi nella poca luce che filtra dalle finestre incrostate, tra tavoli, sedie rivoltate e schegge di vetro, superano il bancone, poi una grata in ferro e una porta, oltre la quale si trovano immersi nel buio.
Gary, con la fiamma dell'accendino, illumina la scalinata che scende verso il basso. Isabella, spinta dalla mano di Jay sulla spalla, lo segue. Superata un'ultima porta, Gary aziona un generatore a gasolio e toglie il cappuccio a Isabella. Sono in un magazzino, con molto cibo in scatola ammonticchiato sugli scaffali contro il muro, tre materassi per terra, pochi mobili, qualche libro, un calcio balilla e molte armi sparse in giro.
«Eccoci a casa» annuncia Jay.
«Niente male» concede Isabella, prendendolo per mano e conducendolo verso un materasso.
«Hai fretta, passerotta?»
«Tu no?»
«Allora, devi essere proprio una brava troietta.»
Isabella tende la mano anche a Gary: «Che c'è? Non ti va una cosuccia a tre?»
Lui non si lascia pregare. Isabella li spinge entrambi sul materasso e si spoglia: dal cumulo di stracci emergono la linea slanciata, i seni sodi, il sedere alto, la vita snella. Li raggiunge sul materasso. Accarezza le due erezioni che spingono da sotto i pantaloni. Poi, mentre inizia ad aprire i bottoni della patta di Gary, alza il sedere e divarica leggermente le gambe. «Allora?» dice, rivolta a Jay, che va a inginocchiarsi dietro di lei.
Dopo aver spostato in avanti il ginocchio destro, Isabella muove all'unisono mano e piede, sferrando un pugno di inaudita violenza sui testicoli di Gary e colpendo brutalmente con il tallone quelli di Jay. 
Gli uomini urlano e si contorcono dal dolore. Isabella recupera un fucile automatico poco distante, ne controlla il caricatore e lo punta verso di loro.


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