giovedì 4 aprile 2013

Per favore, non leggete la mia recensione su The Host

Come autore esordiente di fantascienza, dovrei evitare questa recensione. So che quanto state per leggere farà rizzare i peli alla maggior parte di voi, ma devo confessare che ci sono alcune parti di The Host che in fondo mi sono piaciute.

È un film per il quale non ho gridato al miracolo. I dialoghi sono molto alla... Twilight. Le relazioni d'amore sono molto alla... Twilight. Le attese, le pause e il ritmo sono molto alla... Twilight. In più, nel film è quasi sempre presente una vocina che, almeno nell'UCI cinema dove sono stato, rimbombava in maniera piuttosto spiacevole.

Tuttavia devo ammettere che, se anche i demeriti sembrano essere già in buon numero, a mio parere si fermano qui.

In The Host una specie aliena prende possesso delle coscienze degli umani. Se prima il pianeta era dominato da una specie incline alla violenza, alla guerra, allo sterminio e alla distruzione della natura, grazie agli alieni tutte queste caratteristiche negative vengono sradicate.

Non sempre però le creature extraterrestri sono in grado di eliminare la coscienza umana dal corpo di cui prendono possesso. Accade così che sia nel caso della protagonista, sia in quello della sua principale nemica, alieno e umano inizino una relazione battagliera all'interno delle stesse membra. L'idea di base è buona.

Nel film vediamo sfilare le immagini di alieni luminosi, auto sportive stupende, paesaggi mozzafiato, grotte e caverne abitate dai sopravvissuti. La storia d'amore è in tipico stile Stephenie Meyer, con più ragazzi bellocci che ambiscono alla stessa ragazza (ma con una sorpresa in più, in questo caso...). La musica è mielosa al punto giusto.

Non avendo grandi aspettative, confesso di aver passato una bella serata e di essermi persino emozionato in alcuni momenti. Molti però in sala si sarebbero volentieri fatti una pennichella, se non fosse stato per i boati di risate scatenate da alcune battute del film involontariamente comiche.