venerdì 22 febbraio 2013

Frammenti (ep. 6), di Luca Rossi

Agitazione, ansia, terrore, nausea. Insetti che si propagano nel cervello. Il respiro che si fa affannoso. In profondità, qualcosa ancora lotta. Nel dormiveglia artificiale, Mario si chiede: Sono tra la vita e la morte?
“No, non lo sei,” gli risponde Isabella, tendendogli la mano.
Mario perde l’equilibrio. Tenta di aggrapparsi a sua moglie. Cade nell’oscurità.
“Isabella!” urla. “Ho paura! Aiutami!”
“Mario, vieni da me.”
Mario corre in una landa desolata, verso quella voce. Isabella è seduta su una sedia. Fuma. Dietro di lei, molte persone si tagliano la gola con coltelli impugnati dalle loro stesse mani, altre si gettano da un ponte nell’abisso, altre lasciano che il sangue sgorghi dalle vene tagliate dei polsi. Nel cielo scorre un’interminabile sequenza di lettere e numeri.
“Hai visto cosa hai fatto? Il mio genio!” dice Isabella, ai cui piedi giace Roberto, al guinzaglio.
“Lui è morto!” esclama Mario, inorridito.
“Tutti stanno morendo. Sei tu che li stai uccidendo!” Sorride, mostrandogli un secondo collare: “Questo è per te. Lo vuoi, tesoro?”
“Isabella, tu non sei...”
Mario si ritrova nella cucina di casa. L’odore di uova e bacon è delizioso. Isabella è ai fornelli.
“Isabella, siamo tornati a casa?”
“Sì, amore mio. È tutto finito. Ti sto preparando la colazione.”
Lui si avvicina. Appoggia il capo sulla spalla di sua moglie e chiude gli occhi, inspirandone profondamente l’odore. Inizia a sentirsi ebbro di felicità. Lei si volta, gli prende la testa tra le mani e lo bacia.
Le labbra della donna sono gelide. La lingua ha un gusto metallico. Le mani iniziano a stringergli il capo. Mario apre gli occhi: al posto delle iridi verdi di Isabella, due led rossi lo fissano.