giovedì 10 gennaio 2013

La recensione di "TRI", di Lorena Laurenti


Ho concluso da qualche secondo la lettura della trilogia TRI, che mi ha coinvolto al punto da occupare ogni momento libero e qualche notte nelle ultime due settimane.

È riduttivo citare gli elementi positivi, perché sono davvero moltissimi.

Il viaggio di Saira è quello di ogni uomo e donna. L'evoluzione della sua anima, attraverso prove reali e spirituali, simboleggia il cammino di conoscenza di ogni essere umano. L'Autrice, celandoli sotto le mentite spoglie di un testo giovanile, inserisce elementi spirituali, di cambiamento, di miglioramento, di crescita. Saira, la protagonista, in poche settimane compie il destino che gli esseri umani vivono nel corso della propria vita.

È un testo scritto in stato di grazia. I personaggi sono fortemente caratterizzati, vivi, pulsanti. Si imprimono nel lettore e divengono suoi fedeli amici per tutto il tempo della lunga lettura.

È un testo che non dimenticherò. Che mi accompagnerà nei momenti in cui sentirò una fresca brezza accarezzarmi il viso, quando percepirò la meraviglia degli elementi intorno a me, che l'Autrice mi ha insegnato a percepire in maniera un po' diversa e un po' più profonda. È un testo che ricorderò nei momenti in cui si presenterà di fronte a me una prova dura da superare, allora cercherò ispirazione nella tenacia e nell'ostinazione di Saira.

Oltre a lei, sono molti i personaggi che si muovono nelle vicende epiche della terra di Ebdor. Ognuno di loro è vivo, palpita e ci insegna molto.

Lo sviluppo della trama è magistrale. Pensare alla giovane età dell'Autrice fa ipotizzare che anche lei sia la reincarnazione di un antico talento di elevata capacità.

È un'opera che può essere letta da genti di età e culture diverse, perché in TRI tutto è relativo, tranne il cammino evolutivo.

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